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Hora de la Frumusica...

Frumusica, Cultura Cucuteni, 4500 a.C. Danza circolare compiuta da cinque fanciulle. Il cerchio delle danzatrici è costruito intorno ad un centro sopra il quale doveva essere posto l’oggetto rituale, forse una ciotola. È attorno a questo oggetto, di cui non conosciamo la natura, ed all’asse che passa per il suo centro, che si svolge la danza.

La Hora (dall’antico greco Koros, danza) è una danza circolare molto diffusa nella regione balcanica che viene eseguita nelle cerimonie più importanti e nelle feste nuziali. E’ naturale che questo nome, Hora, venga associato ad una serie di oggetti ceramici rinvenuti nello strato neolitico di molti siti rumeni (Frumusica, Beresti, Grenovka, Luka Vrublevetskaia, Draguseni, Trusesti, V millennio a.C.). L’oggetto ceramico rinvenuto a Frumusica è la rappresentazione tridimensionale di una danza circolare compiuta da cinque danzatrici (di cui si distinguono con chiarezza solo i tratti anatomici dei glutei). Insieme alla  particolare forma questa ceramica doveva avere anche una funzione pratica, probabilmente quella di supporto per un oggetto rituale, un contenitore, una ciotola, a sua volta dotato di grande potere simbolico. E’ in relazione a questo oggetto ed all’asse  sul quale è collocato, che si compie la danza. Il manufatto non trasmette alcuna idea di movimento; e, data la sua natura di sostegno, dobbiamo escludere che il suo creatore abbia avuto intenzione di riprodurre una danza a movimenti ampi, con allargamenti o restringimenti del cerchio. Gli antropomorfi che fanno parte della ceramica sono infatti strettamente uniti tra loro all’altezza delle spalle; dalla tipologia del loro allacciamento e dalla destinazione d’uso avanzata per il manufatto, è possibile ipotizzare l’esecuzione di un movimento circolare molto lento e non saltato.

Ogni danza circolare – dice Curt Sachs – ha nel centro un oggetto magico. Spesso nelle culture matriarcali preistoriche al centro sta una fossa, ma anche la ciotola, che è un simbolo del grembo materno e della stessa fertilità della terra (Neumann). In questo caso l’elemento materiale è strettamente implicato allo spirituale in una incredibile contaminazione di forma e materia. Mentre nel corso della danza il movimento produce energia e magia, nella sua fissa riproduzione bidimensionale (immagine) e tridimensionale (manufatto), la semplice forma pone in atto una trasformazione simbolica della realtà.

Come la maschera esprime grande capacità di esprimere in concreto “l’altra dimensione”, quella della magia e del mito,  anche per l’oggetto ceramico di Frumusica,  pur mantenendo la sua natura di oggetto materiale e la sua funzione di sostegno, è a tutti gli effetti una danza che, per il pensiero che l’ha prodotta, produce gli stessi effetti del suo originale compiuto concretamente nella realtà. Con un’unica differenza. Mentre il modello originale ha uno sviluppo nello spazio e nel tempo, un inizio e una fine, la sua copia, immagine o manufatto, viene sottratta al dominio delle leggi naturali e umane e aderisce ad una dimensione spaziotemporale assoluta. Così possiamo affermare che le figurine che eseguono la Hora di Frumusica non smettono mai di danzare. Il manufatto esegue dunque una danza perpetua, i cui effetti magici saranno avvertiti per sempre.

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