1. La Danza delle Origini

scudo di achille1
Ricostruzione dello scudo di Achille descritto nell’Iliade. “Qui giovani e giovinette danzavano tenendosi le mani per il polso: queste avevano veli sottili, e quelli vestivano tuniche ben tessute, brillanti d’olio soave; ed esse avevano belle corone, questi avevano spade d’oro, appese a cinture d’argento; e talvolta correvano con i piedi sapienti, agevolmente, come la ruota ben fatta tra mano prova il vasaio, sedendo, per vedere se corre; altre volte corre-vano in file, gli unì verso gli altri. E v’era molta folla intorno alla danza graziosa, rapita; due acrobati intanto dando inizio alla festa roteavano in mezzo” (Iliade, XVIII, 478-607)

Come molti studiosi di discipline coreutiche ben sanno, basta sfogliare l’indice di un qualsiasi trattato di storia della danza per rendersi conto che, fino ad oggi, solo in rari casi la ricerca è riuscita ad oltrepassare il limite cronologico che separa la Storia dalla Preistoria, limite che nella cultura  occidentale è fissato all’introduzione della scrittura. A tutt’oggi il capitolo dedicato alle più antiche forme di danza non è stato ancora scritto. Fino a trent’anni fa il repertorio figurativo a disposizione dello storico della danza poteva infatti contare quasi esclusivamente su poche immagini, la maggior parte delle quali provenienti da contesti archeologici dell’area egea post-omerica. In mancanza di una precisa cronologia e di un’adeguata analisi tipologica e stilistica, ogni raro documento iconografico anteriore al VIII-VII secolo a.C andava ad arricchire la già affollata classe delle “scene di danza rituale”. Grazie alla nascita di una nuova disciplina, l’Iconografia Preistorica, sospinta dal grande talento di intellettuali come A. Leroy-Gourhan, J.D. Lewis-Williams, J. Clottes, E. Anati ed altri, il nostro sapere intorno alle culture preistoriche si è arricchito di dettagli sempre più precisi riguardo a tecnologia, cultura materiale, società, religione, in definitiva al pensiero dell’uomo preistorico.
Come avremo modo di vedere, il modello di spiegazione causale delle scienze naturali non può essere utilizzato per comprendere il comportamento artistico e culturale dell’uomo. E’ stato Collinwood a spiegare che i motivi, le inclinazioni, i desideri, le intenzioni che stanno alla base del comportamento dell’uomo non possono dipendere da una legge di natura. Così, se un evento naturale viene valutato esclusivamente in base alla sua apparente conformazione esterna, e solo per quella, un evento umano possiede una conformazione esterna, i corpi e i movimenti, ed una interna, che deve essere descritta non in termini di cause, ma di ragioni in base alle quali un agente determina un cambiamento della realtà. Le leggi naturali non sono dunque in grado di spiegare adeguatamente il comportamento umano. Più che leggi naturali, l’uomo segue regole, e la regola fa riferimento ad una norma culturale istituita da una comunità. Le regole conferiscono significato al comportamento, ma non lo causano. Obiettivo di questo blog sarà quello di raccontare, soprattutto con le immagini e per via comparativa, ma solo avvicinando realtà coreutiche in compatibile prossimità culturale, alcune storie che vengono prima della solita storia della danza fin qui raccontata.
Ho iniziato a raccogliere queste storie nel lontano 1985 quando ancora stavo lavorando alla mia tesi di laurea in Filosofia. Nel corso degli anni, nonostante alcune difficili scelte che mi sono sempre obbligato a rispettare, non ho mai smesso di studiare e di cercare. Dunque, il primo risultato di questo blog sarà il mio divertimento, il secondo sarà l’opportunità che mi sto offrendo per recuperare il tempo perduto.
Arrivederci a presto,
cordialmente, Gaudenzio Ragazzi
gaudenzio.ragazzi@libero.it